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STORIA DELLA SOCIETA' SCACCHISTICA TRIESTINA
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Il seguente articolo e' apparso nel Dicembre 1998 nel numero 9 di " INCONTRI "
rivista semestrale del Circolo Aziendale Fincantieri-Wartsila , Trieste.
Vedremo quanto prima di presentare nel sito una versione aggiornata.
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Storia della Società Scacchistica Triestina 1904.
Dal 1904 al 1945.
La Società Scacchistica è stata fondata nel 1904 e la sua prima
sede fu il "Caffè alla Stazione" oggi scomparso.
Intorno al 1908 Matteo Gladig partecipò al Campionato Italiano
ottenendo il titolo di campione d'Italia.
Morì da volontario nell'esercito italiano durante la I Guerra Mondiale.
Altri nomi che si fecero onore in tornei italiani e internazionali
furono Singer, Romi, Alimonda, e DeNardo.
Nel 1923 (presso la sede Deutsche Institute) si giocò il più
importante torneo internazionale organizzato a Trieste, (Sono passati
75 anni, dovremo attendere altrettanti?).
Il torneo, nobilitato dalla partecipazione del grande (ma ormai
anziano Siegbert Tarrasch) fu vinto dal peruviano Esteban Canal.
Negli anni immediatamente precedenti la II Guerra Mondiale il
giocatore triestino più forte fu il Maestro Cherubino Staldi che fu
campione italiano e partecipò ai campionati mandiali nella
rappresentativa italiana a Stoccolma nel 1937.
In quegli anni la sede era il Caffè Milano.
Dopo il 1950.
Nei primi anni 60 il circolo si trasferì al Caffè Firenze (dove
ora c'e' un Istituto di Credito all'ex capolinea della 29 presso il
Giardino Pubblico) : furono fra gli anni che portarono le maggiori
affermazioni della Societa' in campo nazionale ed internazionale
grazie a tre giocatori di gran talento che dettero ai più giovani
la possibilità di imparare dal loro gioco:
Roberto Cosulich, Bozidar Filipovic e Guido Cappello.
I risultati non tardarono a venire: nel 1967 la Triestina vinse il
titolo italiano a partita pensata con una squadra formata da:
Cosulich, Filipovic, Giorgio Gioulis,
Giusto Kovacic e Gastone Daveglia.
Cappello divenne campione individuale italiano: da notare che un
match d'allenamento con Filipovich perse per 9 a 1 e questo la dice
lunga sulla forza di quest'ultimo che essendo apolide non poteva
partecipare al campionato italiano.
La presenza di tali campioni non poteva non dar frutto ed alcuni
(all'epoca!) giovani giocatori continuarono a mietere successi in
campo nazionale: il Campionato Italiano Lampo fu vinto sia nel 1972
(Bozidar Filipovic, Roberto Olivotto, Franco Rupeni, Eugenio Battisti)
che nel 1973 (Olivotto, Rupeni, Battisti e Aldo Seleni).
Nel 1972 a Venezia, anche una squadra femminile formata da Alda
Granatelli e Annamaria Deghenghi vinse un titolo italiano.
Nel 1975 una squadra di giovanissimi (Bruno Bellulovich, Sergio
Pugnetti, Giorgio Miloro, Gery Mendizza)ottenne, vincendo con grande
distacco sui secondi, il titolo di Campione Italiano di serie D.
A parte Bellulovich tutti avevano 16 anni, il che dimostra che
talenti non mancavano, poi però, visto che in Italia (a differenza
di altri paesi) giocare a scacchi non è rimunerativo, alcuni
spariscono dalla circolazione e continuano a giocare con impegno molto
ridotto.
Quelli furono anni d'oro ed i motivi furono a mio parere tre:
la presenza di giocatori di Cosulich e Filipovich che furono per
tutti uno stimolo a migliorare il gioco; la favorevole condizione al
Caffè Firenze (gli scacchisti avevano una grande sala esclusivamente
per loro e le loro attività); il lavoro di alcuni organizzatori (ed
in alcuni casi di sponsorizzatori) pieni di entusiasmo.
Cito fra questi (scusandomi se ho dimenticato qualcuno) i presidenti
Giulio Derossi, Giorgio Gioulis, i direttori Tecnici Eugenio
Audoli Radomir Dragovich (che punto' molto sui giovani) ed altre
persone del direttivo come Angelo Biviano).
Un altro dei motivi che porto' molti giocatori a ottenere grandi
progressi furono i frequenti incontri che si facevano con squadre
dell'ex-Jugoslavia che, non dimentichiamo, ai campionati mondiali si
piazzava sempre fra le prime cinque del mondo e spesso al secondo
posto dopo l'Unione Sovietica.
Se teniamo conto del fatto che l'Italia si piazzava generalmente in
torno al trentesimo posto possiamo capire l'utilità di questi incontri.
Dopo il 1975: l'epoca delle sedi private.
Intorno al 1975 cominciarono i problemi con la chiusura del Caffè
Firenze: gli scacchisti tentarono la via della sede privata, prima in
via Tarabochia ( presidenti Talleri, Ferrante, Crozzoli, Gioulis e
D'Arrigo) e poi in via Beccaria (presidenti Iaccarino e Miele):
in particolare la sede di via Tarabocchia era spaziosa e fornita di un
servizio bar-ristorante ma problemi economici dovuti alla gestione di
queste sedi portarono a delle scissioni ed a un rallentamento
dell'attivita'.
Bisogna ringraziare chi, in quegli anni difficili, ha continuato a te
nere in vita questa Societa' che è un patrimonio della città, essendo
il più antico circolo scacchistico italiano: i presidenti Roberto
Miele e Antonio Iaccarino coadiuvati nelle attività tecniche ed
organizzative da Franco Rupeni e Severino Stantic.
Da alcuni anni la Società Scacchistica Triestina e' ospite del Circolo
Fincantieri ed ora, grazie all'entusiasmo di Ennio Fiore e del
presidente Sergio Stocchi sta riprendendo quota grazie a varie attività.
Attualmente si sta tenendo un corso per principianti tenuto dal
Candidato Maestro Massimo Varini al quale partecipano 24 persone.
Si è appena concluso dopo un silenzio di alcuni anni il torneo
sociale semilampo (con la partecipazione di 26 giocatori).
Fra i giocatori che si sono distinti negli ultimi anni e doveroso
citare Tullio Mocchi e soprattutto Manlio Lostuzzi, uno dei più forti
giocatori triestini di tutti i tempi visto che in un recente torneo
in Grecia ha vinto con tre Grandi Maestri fra i quali l'ex campione
del mondo giovanile, ottenendo la seconda norma di Maestro Internazionale.
A questo punto gli sara' sufficiente confermare il suo punteggio
in un terzo torneo per ottenere definitivamente il titolo di Maestro
Internazionale.
Tornei tradizionali.
Ci sono due tornei gestiti dalla Scacchistica Triestina che ormai
sono diventati due vere istituzioni:
il torneo internazionale lampo a squadre "Filipovic", ed il torneo
gastronomico di fine anno.
Al torneo "Filipovic", giunto alla sua VI edizione, hanno
partecipato nel Giugno 1998 32 squadre provenienti dal Veneto, Friuli,
Slovenia, Croazia ed Austria per un totale di 128 giocatori.
Il torneo internazionale gastronomico che si gioca in Dicembre ha
un'origine che è quasi una favola e che a quei tempi quando il
portare a casa dei dolciumi od un salame voleva dire grande festa.
Quando alla fine dell'anno alla Scacchistica Triestina si facevano
i conti ed era rimasto qualcosa in cassa, si comperavano generi
alimentari, invece delle solite coppe o medaglie, che venivano dati
in premio a tutti i partecipanti, fino all'ultimo!
Anche a questo torneo vengono giocatori da tutta quella che ora
si definisce Alpe Adria: l'edizione 1997 ha avuto il record di
partecipanti: 88.
Aldo SELENI
Trieste 4 novembre 1998
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